Una storiaccia di cadaveri e cani
È ora di fare i bisogni, i primi della giornata.
Lillo un bastardo dal pelo medio, strano per la sua razza, è un tranquillo esemplare di incroci canini prossimo alla pensione. Passa tutto il giorno nella spaziosa dependance, fiori, prato, alberi, tutto sempre in ordine. Sì, perché Adamo ed Eva amano passare la maggior parte del tempo nel loro giardino, lo curano con ossessione mentre Lillo da sdraiato segue lentamente i movimenti del sole. Da anni fa questa vita da cane, quando era cucciolo quello era il suo regno. Chissà quanti ossicini ha seppellito in quell'angolo dietro la begonia rosa e chissà dove ha nascosto i corpi degli impavidi bislacchi a bocca larga.
Tutto quello spazio, tutta quella libera ma quando arriva l’ora dei bisogni corre subito nella sua cuccia, afferra il guinzaglio e lo porta scodinzolando dai suoi padroni, che gli infilano il collare. Sì, perché Lillo ama fare i suoi bisogni per strada, una strada di campagna dissestata ed in particolar modo lì in quell'angolo caratteristico per il fatto di essere diventato nel tempo una squallida discarica abusiva. Forse gli piaceva l’odore di putrido, lo stesso che faceva vomitare Adamo ed Eva ma non potevano non portarlo lì per farlo pisciare. Più volte hanno cercato di fagli cambiare strada, di portarlo dalla parte opposta alla discarica, ma nulla da fare. Lillo piuttosto si tiene dentro tutto fino a stare male.
Era l’unico capriccio che si concedeva, dopotutto Lillo non aspettava altro di essere chiamato per andare in postazione. Tanto tempo fa, Adamo lo aveva candidato per quel posto di manovratore dei cani seppellitori, anche se Eva non era molto d'accordo. Lillo ed Eva avevano un ottimo rapporto di fiducia, si facevano compagnia mentre Adamo ero in giro tutto il giorno alle prese con i suoi rettili. Si occupava di fotografia, studio shot rettiliano; le sue foto finivano nelle pagine delle più prestigiose riviste di scienza. La pensione era ormai vicina per Lillo, per anni è stato un cane seppellitore eccezionale. Il suo compito era quello di dare il giusto riposo ai corpi di chi per il tanto parlare ci rimetteva le penne, non tanto per i contenuti dei loro discorsi ma per il semplice fatto che rimanevano senza fiato; morire asfissiati da quella lingua biforcuta, tutto d’un fiato.
Adesso per Lillo è arrivato il momento di passare a giovani cani seppellitori tutti i segreti del mestiere. Per liberarsi del collare da lavoro doveva salire sulla postazione di comando per manovrare il fare dei nuovi cani seppellitori. Lui sapeva qual era il terreno adatto per il tipo di corpo da seppellire, sapeva come scavare una fossa, sapeva che li era già occupato, sapeva come utilizzare il suo fiuto e sapeva che tutto questo doveva insegnarlo a qualcun altro prima di riposare in pace per l'eternità.
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