Inutile mentire, l'industria cinematografica ci ha sempre raccontato un India con scenari e stili di vita da Maharaja. Donne e uomini bellissimi, così profumati che difficilmente potranno far spazio, nella nostra mente, a quel tatto umano percepibile da chiunque in qualsiasi parte dell'india. Il commerciale The White Tiger fa proprio questo: schiaffeggia lo spettatore in un modo tutto nuovo che, sbalordito, non riesce a capire quando bisogna ridere, piangere o riflettere se piangere o ridere. Ce ne siamo subito accorti quel settembre del 2016 quando, appena arrivati, passeggiavamo tra le strade di Delhi o meglio cercavamo di capire come bisognava muoversi per soddisfare i sentimenti di banali occidentali. Le persone erano il sistema, il sistema guidava le persone indipendentemente dalla loro origine o nazionalità; all'inizio sei semplicemente il turista bianco da spennare incapace di leggere quella perfetta stratificazione di corpi che giorno dopo giorno si lascia traspo...
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quella faccia... mi ricorda un pó da piccola...
tesó..